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Scopo
della Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica è di
mobilitare tutte le competenze e le energie del Paese per favorire
la più capillare diffusione di una solida e critica cultura
tecnico-scientifica. In particolare, la Settimana stimola l'apertura
di efficaci canali di comunicazione e di scambio tra l'universo
della società civile (che vede in prima fila il mondo della
scuola), da un lato, e l'articolato complesso del Sistema Ricerca
(università, enti di ricerca pubblici e privati, musei, aziende,
associazioni, ecc.), dall'altro.
Si
tratta di un compito di importanza decisiva, non solo perché
contribuisce alla crescita culturale del Paese, ma anche perché
costituisce uno dei presupposti per il pieno esercizio dei diritti
democratici dei cittadini, i quali sono chiamati a compiere sempre
più spesso scelte (ambiente, genetica, energia, ecc.) che, per
essere davvero autonome e responsabili, implicano una solida cultura
scientifica di base.
Le
Settimane costituiscono anche lo strumento per sperimentare e
promuovere l'ambizioso progetto elaborato e sostenuto dal MIUR di
dar vita a un sistema nazionale di istituzioni permanenti (musei,
centri e città della scienza e della tecnica, università,
accademie, ecc.), impegnate nel compito di garantire ai cittadini
un'informazione tecnico-scientifica aggiornata e certificata,
provvedendo nel contempo alla valorizzazione del patrimonio
tecnico-scientifico del quale è ricchissimo il nostro Paese.
La
Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica mira in modo del
tutto particolare a favorire la partecipazione dei giovani in età
scolare alle iniziative in programma. Infatti, è soprattutto ai
giovani che possono essere affidate le speranze di un radicale
rinnovamento e di un proficuo arricchimento della cultura di base
del nostro Paese. Per questa ragione, le Settimane sono promosse nel
periodo primaverile, quando si verifica la massima mobilità della
scuola.
L'iniziativa
nazionale delle Settimane (che ha offerto il modello alle Settimane
Europee della Cultura Scientifica, promosse nel 1993 dalla CEE per
iniziativa del Commissario Europeo per la Ricerca, Antonio Ruberti)
si avvale del determinante contributo dei numerosissimi soggetti
pubblici e privati che mettono in cantiere annualmente le molte
centinaia di eventi offerti al pubblico, nonché
dell'incoraggiamento, del supporto e del coordinamento, su scala
locale e regionale, garantito dalle Regioni, dalle amministrazioni
comunali e provinciali e dai provveditorati.
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