S01256 - Moringa oleifera

MORINGA o ALBERO DEL RAFANO

#01256 Moringa oleifera - Lam.
 
Specie originaria dell'India orientale e delle pendici himalayane questo albero pioniere alto fino a 7-10 metri colonizza -grazie alla sua crescita veloce- i greti dei torrenti e le aree di savana. Le sue fioriture sono un forte richiamo per gli insetti, specie per gli immenotteri, in particolare le api. Viene coltivato nelle comunità tradizionali per i suoi moltissimi usi in ambito culinario, medicinale ed artigianale.
 
   
 
COLTIVAZIONE

Per crescere ha bisogno di terreni ben drenati in cui la falda acquifera rimanga altra durante tutto il corso dell'anno. La pianta preferisce normalmente esposizioni al sole (solo quando è giovane, deve essere riparata dalle radiazioni solari dirette). La sua coltivazione è diffusa in tutte le fasce climatiche tropicali della terra. Resiste bene ai periodi di siccità da cui si difende disseccando i suoi rami e foglie, producendone prontamente di nuovi quando le disponibilità idriche ridiventano sufficienti. Soffre per i venti - dato che il suo legno è debole e fragile - per cui dovrebbe essere coltivata al riparo di quelli forti prevalenti. Ogni pianta dovrebbe essere posta a non meno di 3 metri di distanza da altre cospecifiche.

Le pratiche di potatura del tronco principale a 1,5 metri di altezza al suolo, su alberi di almeno 2 anni favoriscono l'ingrossamento del tronco e la formazione di un cespuglio di rami radiali dal punto in cui è avvenuta la potatura.

La germinabilità dei semi varia dal 50 all'80% ed è rapida verificandosi normalmente entro due settimane dalla semina. La propagazione avviene bene per mezzo di talee. Le piante propagate da talee semi-legnose di piante consuete alla fioritura, danno normalmente individui che fioriscono entro 18 mesi dalla messa a dimora. Le talee di fanno in primavera, o anche in autunno, se il clima particolamente mite lo permette.

 
  
 
USI CULTURALI
 
Della Moringa si possono utilizzare in cucina praticamente tutte le parti della pianta:
I fiori dal gusto dolce, la parte interna della corteccia, l'olio ricavato dalle radici, i semi, i baccelli immaturi ed i germogli.

I suoi usi nei luoghi d'origine spaziano da quello alimentare, a quello medicinale, a quello di pianta che fornisce materiali per la costruzione, l'artiginato e l'industria, facendone un'essenza particolarmente importante per moltissime comunità agricole,

Usi culinari

Le giovani foglie ed i germogli possono essere utilizzati crudi o lessati; in insalata, oppure aggiunti in zuppe. Hanno sapore pronunciato che ricorda la mostrada ed il rafano. Le foglie sono una ricca fonte di proteine, contenendone fino al 7-10% del peso secco; ma contengono anche molte vitamine, minerali ed aminoacidi nobili come metionina e cisteina.

I baccelli interi ancora immaturi si possono mangiare anche crudi, ma si impiegano anche per fornire ottimi sottaceti. Il loro gusto ricorda quello degli asparagi.

I semi immaturi si consumano crudi come i pisellini freschi, ma anche cotti sono un'ottimo legume alimentare. I semi maturi possono essere preparati per la tavola arrostendoli o friggendoli: in questo caso il loro gusto ricorda quello delle noccioline. Sempre dai semi maturi si ricava un ottimo olio adatto ad essere utilizzato crudo sulle insalate e per cucinare. Dal punto di vista organolettico è insapore e trasparente e resiste bene all'irrancidimento. Queste qualità lo rendono equiparabile all'olio di oliva. L'olio tradizionalmente si ricava rosolando i semi maturi in padella, poi questi si schiacciano creando una purea, per poi metterli in acqua bollente; l'immersione in acqua bollente provoca la separazione dell'aolio e la sua flottazione sulla superficie dell'acqua.

I fiori crudi o cotti possono essere consumati in zuppe e curry, oppure lasciate in infusione in acqua.

La parte interna della corteccia che ha gusto piccante, viene utilizzata per fare salse che insaporiscono i cibi della tavola, ma va utilizzata con attenzione. Sempre dal tronco la gomma rossiccia che vi si può ricavare, la gli stessi utilizzi della gomma adragante.

Ma non finisce qui... la Moringa è chiamata anche "farmacia del villaggio", ecco perché...

Proprietà medicinali

le sue proprietà riconosciute sono quelle nutritive già ricordate, ma anche diuretiche, lassative, espettoranti, galattogoghe, antiossidanti ed antibatteriche, rubefacenti, antibiotiche se applicate topicamente. Le radici hanno proprietà vescicanti.

Dalle varie parti della pianta sono state isolati numerosi composti che possiedono proprietà medicinali: I frutti e le foglie contengono acido ossalico, la corteccia contiene moringinina, gli steli contengono vanillina, i fiori contengono kaempeferolo e quercitina, mentre nelle radici sono stati isolati gli alcaloidi spirochina e pterygosperima. Nei semi è stato isolato un glucosinolato che  sottoposto ad idrolisi produce 4- (alfa-L-ramnosilossi) -benzilisotiocianato, un attivo battericida e fungicida.

Le analisi molecolari hanno chiarito in particolare che le radici sono contenute Spirochina (detta anche Moringicina) che ha un effetto paralizzante sul sistema nervoso. Per questo motivo la vendita di prodotti ed il consumo a base di radice di Moringa sono stati vietati dal Ministero della Salute italiano. Altrove il succo ricavato dalle radici è utilizzato internamente per trattare gli stati asmatici, la gotta, i reumatismi, e gli ingrossamenti della milza e del fegato, per i calcoli renali e della vescica, per gli stati infiammatori.

Esternamente le radici sono utilizzate per curare foruncoli, ulcere, gonfiori ghiandolari, ferite infette, malattie della pelle, infezioni dei denti, la gotta ed il morso dei serpenti.

La corteccia e le radici sono anche usate per trattare i problemi cardiaci e di circolazione, avendo proprietà toniche ed antinfiammatorie. Sempre la corteccia  ha anche prorietà apertitive e digestive.

La gomma ricavata dal tronco dalla Moringa ha proprietà demulcenti, diuretiche, astringenti ed abortificanti. La gomma viene anche utilizzata per sciroppi antitussivi per trattare l'asma. Gomma e corteccia sono utilizzati nel trattamento delle setticemie e della tubercolosi.

Il decotto dei fiori è considerato un buon rimedio contro i sintomi dei raffreddori.

I semi che contengono potenti sostanze anti-biotiche ed il funghicida naturale Terygospermina, sono efficaci contro le infezioni cutanee da Staphylococcus aureus e Pseudomaonas aeruginosa. L'olio ricavato dai semi viene impiegato nel trattamento dell'isteria, dello scorbuto, di problemi alla prostata ed alla vescica.

  

Altri usi

La moringa è utilizzata come pianta per produrre fiore, ma anche perché può essere considerata una pianta xerofita (quindi idonea ai climi aridi) e per questo utile per la riforestazione delle zone costiere o come alberatura nelle località costiere. Le piante possono essere coltivate e condotte anche come arbusti informali utili come frangivento, ombreggianti e per supportare rampicanti da giardino, per questo in molte aree della terra sono molto utilizzati come siepi o barriere vive. Le talee della pianta radicano facilmente, facendone una pianta adatta ad essere utilizzata attorno a case e giardini.

Attraverso la potatura la sua esuberanza e la sua capacità ombreggiante può essere facilmente contenuta, facendone per la sua produttività un ottima pianta per orti e giardini condotti per produrre raccolti diversificati. Nelle zone in cui viene coltivata la Moringa le giovani piante quando hanno raggiunto i 1,5 metri di altezza vengono potate a 0,5 metri o al suolo una o due volte l'anno per favorire il ricaccio di germogli e steli giovani e verdi. 

Nelle colture intercalari le piante di Moringa vengono piante a 2 metri l'una dall'altra, mentre lo spazio tra le piante si impiega per coltivare cereali nella stagione umida ed ortaggi nella stagione secca.

Dato che la moringa ha una crescita molto veloce e colonizza prontamente i greti dei corsi d'acqua e le savane, è considerata una specie pioniera utile a creare le condizioni per la creazione e consolidamento di giardini forestati.

E' in generale apprezzata per  la sua capacità di produrre cibo anche solo pochi mesi dopo la sua messa a dimora, e per la sua capacità di fornire protezione ed aiuto ad altre piante con cui si pone in consociazione.

L'olio di Moringa è utilizzato per lubrificare i meccanismi ad orologeria ed altri meccanismi di precisione. L'olio trova uso anche in profumeria, per la produzione di colori per le belle arti, saponi ed unguenti; nelle arti se ne sfruttano le proprietà antiessiccative e conservanti.

I semi polverizzati vengono utilizzati per chiarificare il succo della canna da zucchero. Una sospensione di semi di Moringa tritati ( e precedentemente privati della buccia esterna e delle ali, poi polverizzati e messi in un telo) ha proprietà eminentemente flocculanti e chiarificanti sulle acque da cui rimuove ogni traccia di torbidità visibile. In particolare la proprietà chiarificante dei semi tritati finemente è molto evidente con torbidità dell'acqua accentuata, per questo la sua azione è riconosciuta efficace e veloce come quella dell'allume; con torbidità dell'acqua media o leggera i semi di moringa polverizzati vengono raccolti in un sacchetto di tela ed agitati all'interno dell'acqua da chiarificare.

La polpa che si ottiene come residuo dall'estrazione dell'olio di Moringa viene utilizzata per il trattamento di purificazione delle acque, dato che i semi contengono una proteina (che si comporta da catione polyelectrolitico) che agisce da flocculante. I semi di Moringa contengono anche un flocculante non proteico che è più efficace nella purificazione di acqua e bassa torbidità. La stessa polpa residuale può essere impiegata in agricoltura come ammendante e fertilizzante dei terreni coltivati. 

La corteccia della pianta masticata fornisce fibre utili per la confezione di corde e tappeti. Uno studio per la produzione di polpe idonee alla produzione di rayon, pretrattondole a mezzo di solfati preidrolizzati mostra che si tratta di una materia prima utile per la fabbricazione di alfa cellulosa un semilavorato prezioso per la produzione di cellophane e tessuti.

Quando la pianta subisce potature o lesioni accidentali produce essudati di gomma che sono impiegati nella tintura a stampa dei tradizionali tessuti Calicò (un tessuto di cotone che ha un'armatura a tela).

La corteccia è impiegata per la concia delle pelli, mentre il legno di Moringa (mediante opportuni processi) produce coloranti dalle tonalità azzurro-blue.

Le foglie fresche piagiate si usano per pulire pentole, vasellame ed anche i muri delle case. 

Il legno molto tenero, suberoso e leggero (peso specifico 0,5-0,7 Kg/dm3) è idoneo solo per costruzioni leggere. Per queste sue qualità viene spesso macinato per creare polpe di legno utili alla produzione di rayon e cellophane. Il legno di Moringa brucia senza emettere fumo visibile rendendolo adatto come combustibile casalingo, benché la sua combustione produca scarsissima brace: infatti il suo potere calorico nella combustione si limita a 4600 kcal/Kg.

Scheda: A.C.
 
#01256 è il numero di accessione ai semi di questa pianta che sono disponibili nella Banca della Biodiversità.
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