03.10.1968 - 28.06.2026
Caro Daniele...
vorrei ricordarti con questa bella foto scattata poco più di dieci anni fa da Elisabetta Su, a fine febbraio 2016 durante una delle mostre a cui avevi collaborato ai Georgofili da quando eri divenuto accademico nel 2013.
Ci eravamo conosciuti nel 2005-2006, un periodo in cui l'associazione Eta Beta andava assumendo già una dimensione ed un respiro internazionale. Questo tu lo avevi capito bene. Da parte mia avevo apprezzato il tuo acume e la tua capacità di intessere relazioni istituzionali ed umane che si son dimostrate solide. Solo più tardi, qualche anno dopo scoprì anche il tuo lato più fragile, quando raccontasti delle tue negative esperienze sul posto di lavoro al consorzio, dove non ti venivano più riconosciuti ruolo e mansioni consolidate. Nel frattempo eravamo divenuti amici; un'amicizia che è durata quasi vent'anni e che ti ha visto sostenitore anche delle battaglie dell'associazione in favore di beni culturali e di paesaggio, sostanzialmente dimenticati e trascurati, di cui ci occupiamo tutt'ora.
Nel 2017 scoprimmo insieme che cosa vuol dire la perdita del padre, tu lo perdesti quell'anno, io alcuni anni dopo la sua lunga malattia. Ma era bello potersi confortare a vicenda e trovare nuove idee ed energie per ricominciare.
Ricordo anche che nel 2018 iniziammo a collaborare ad un progetto che sarebbe stato rivolto ai giovani della scuola superiore. Ne venne fuori poi qualcosa che nessuno avrebbe creduto possibile: un viaggio a ritroso -quasi uno scavo- nei passati due secoli e mezzo dell'area empolese, fatto e scritto a molte mani con gli studenti, tra archivio, scuola ed istituzioni. Un evento che richiamò grande interesse e che produsse tre anni dopo anche il primo volume della nostra collana Le Ricerche, oggi alla sua seconda edizione.
Tra 2020 e 2021 l'amicizia e la collaborazione si intensificarono, nonostante il Covid imperante ed il distanziamento. Notevole fu il tuo lavoro negli archivi, in gran parte ancora da terminare. Dicevi spesso "ci sarebbe tanta roba... e la vita è breve".
La notizia della malattia la ebbi direttamente da te. Mi chiamasti qualche settimana prima delle elezioni consortili del 2024. Mi parvesti disperato, ma anche molto combattivo. Fu per me un vero macigno.
Eri molto positivo però, assiduo nel seguire esami e cure. Ci risentimmo tante volte e ci rivedemmo a febbraio 2025 a casa tua dove mi invitasti anche a pranzo. Mi parlasti di tante cose, di progetti, di tuo figlio, di tua moglie e di tuo padre. Ti trovai bene, provato dalla malattia, ma attivo e con una gran voglia di vivere; ci ripromettemmo poi di rivederci presto.
Ci furono diverse altre occasioni, ma questo incontro non è poi più avvenuto, ma io e tutti coloro che ti hanno conosciuto -chi meglio, chi più superficialmente- ti abbiamo ormai nel cuore...
personalmente penso che tu Daniele, avessi quelle qualità di brava persona ormai rare, che sono la generosità, quel po' di ironia, la tanta pazienza e la franchezza. Questo ti permetteva di entrare facilmente in empatia e di mantenere i rapporti umani nel tempo. Un tempo che in questi anni è davvero volato
ciao allora Daniele...

