Marco Polo e Francesco di Marco Datini : esploratori di nuovi mondi

Si sono conclusi venerdì 28 giugno le sessioni del corso "Datini e Marco Polo: anche noi viaggiatori nel mondo che cambia" che ha visto la partecipazione di oltre venti studenti delle scuole dell'Istituto Marco Polo di Prato. Il nostro percorso -tra i ricordi di un prigioniero della guerra di Chioggia ed i libri dei conti del più magnifico mercante di Prato - ha potuto mettere in luce che le società medievali che dettero i natali ai due insigni personaggi era già compiutamente mercantile ed aveva raggiunto un altissimo grado di sofisticazione. Inoltre abbiamo capito che quella società era tuttaltro che retrograda ed arretrata e si misurava costantemente con i limiti imposti dalla difficoltà dei trasporti, dalle lunghe distanze delle rotte tra Europa, Africa ed Asia, ricavandone invariabilmente stimoli per il miglioramento dei servizi offerti, l'incremento dei profitti e la diffusione ed il perfezionamento delle conoscenze provenienti da mondi lontani e separati, come oggi noi possiamo a malapena immaginare.

Che cosa ci lega a questo mondo di 700 anni fa? La risposta è forse inaspettata e parziale: è la finanza, il mercato, il commercio internazionale, una classe di uomini spregiudicati e talmente abili negli affari da ottenere udienze presso la curia papale, le due corti imperiali e dei re dei principali regni cristiani d'occidente.

Ma il mondo dei mercanti era strettamente legato anche a quello dei principi e dei cavalieri, a quello di abati e monsignori, cosiccome al popolo minuto ed a quello dei membri delle corporazioni, financo a quello delle masse delle campagne in cerca di un riscatto e di un avvenire migliore ed a quello degli "infedeli" che essi incontravano appena approdati sulle terre aldilà del mare. 

Tra il mondo passato dei regni e delle città-stato medievali di Marco e Francesco di Marco ed il nostro mondo attuale globalizzato sempre più interconnesso esistono enormi differenze, ma anche moltissime somiglianze che ci permettono di pensare in modo nuovo il nostro futuro ed anche di riconoscerci attraverso un complesso d affascinante gioco di specchi.