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S00023 - Kivano

KIVANO
#00023 Cucumis metuliferus Naudin
 
E' una pianta della famiglia delle cucurbitacee originaria dell'Africa australe che da tempo è presente nelle esposizione natalizia dei negozi come frutto esotico - va detto... un po' nell'indifferenza generale - con i suoi frutti molto decorativi e dalla forma davvero molto inconsueta. Ancora meno conosciute sono le sue performance produttive e le sue qualità nutritive e medicinali. Meriterebbe maggiore attenzione da parte degli chef più estrosi e creativi, visto che si tratta anche ormai di un prodotto praticamente a Km0 coltivabile a tutte le latitudini italiane.
 
   
 
COLTIVAZIONE
Nei paesi mediterranei è una pianta annuale di facile coltivazione, che richiede terreni ricchi e freschi (ideale l'argilla) purché non siano troppo compatti con esposizione in pieno sole. La sua produttività è ottima con una produzione di circa 5Kg di frutti a pianta, equivalente a circa 12-15 frutti. La pianta è rampicante e richiede una pergola, una rete o dei tutori per crescere bene.  Si può affermare che si tratti di una pianta tardiva i cui frutti maturano tra settembre e novembre, quando ormai la pianta è ormai seccata. Non bisogna dimenticare di apportare molta acqua, meglio se ogni tanto ma abbondantemente.
La coltura può essere assimilata a quella dei cetrioli -anche se è ancora più facile ed i frutti provvidenzialmente non maturano scalarmente - i frutti vanno colti quando sono a piena maturazione, ormai divenuti di colore arancio dorato. Se le condizioni climatiche e la temperatura non permettono la piena maturazione si possono staccare i frutti ancora verdi (ma già perfettamente formati) riponendoli per qualche giorno in un ambiente tiepido. La maturazione non tarderà a manifestarsi in 4-5 giorni.
Il kivano può essere utilizzato come portainnesto del cetriolo - a cui è affine - conferendo al nesto resistenza alle malattie proprie della coltura del cetriolo ed anche una maggiore resistenza al freddo rispetto al cetriolo non innestato.
 
    
 
USI CULTURALI
Per il consumo i frutti devono essere ben maturi (vedi sopra). Aprendo il frutto si nota che esso è pieno di semi avvolti da una gelatina morbida di colore verde chiaro. Passando all'assaggio si nota che essi hanno un gusto gradevole e delicato che ricorda la banana, la nocciola ed il lime fusi insieme ! La consistenza del frutto è gelatinosa ed ogni frutto è molto ricco d'acqua. Bisogna considerare che ci sono molti semi, ma data la dimensione piccole si possono tranquillamente ingoiare o masticare leggermente.
Anche le foglie lessate possono essere mangiate, mentre i semi già germinati sono tossici a causa di sostanze che vengono sviluppati nella prima crescita per proteggere l'embrione da cui verrà generata la pianta; a parte quest'ultimo non ci sono controindicazioni per il consumo!
Il frutto ha anche un'interessante proprietà medicinale dato che i semi macinati fino a farne una fine farina emulsionata con acqua e/o olio è efficacissima per debellare i parassiti intestinali del genere Tenia (Tenia saginata e Tenia solium) che si riscontrano spesso sia nell'uomo sia negli animali domestici. Ricordo che la tenia, è un platelminta -o verme piatto- e può essere contratta facilmente mangiando carne cruda o poco cotta infettata dalle larve della tenia, chiamate cisticerchi.
Per le interessantissime proprietà agrotecniche in orticoltura si rimanda al paragrafo precedente sulla coltivazione. 
 
Scheda: A.C.
 
#00023 è il numero di accessione ai semi di questa pianta che sono disponibili nella Banca della Biodiversità.
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